sabato 14 dicembre 2024

L'eroismo del generale De Carolis


Il 12 dicembre 1941 chiudeva la sua lunga ed eroica carriera militare il generale Ugo De Carolis, ufficiale proveniente dall'arma di cavalleria che fu una delle figure più luminose della campagna italiana in Russia.

Nato a Capua nel 1887 da una antica famiglia aristocratica, fu avviato alle armi quale giovane allievo dell'accademia militare di Modena, dalla quale uscì nel 1908 col grado di sottotenente di Cavalleria, prendendo parte poco dopo alla guerra italo-turca in forza al Reggimento Cavalleggeri Lodi. Si distinse nei combattimenti tra le sabbie libiche a Zuetina, ove fu ferito, e successivamente, transitato nei Cavalleggeri di Piacenza, nella battaglia di Gabr Abdalla, ove meritò la prima decorazione al Valor Militare: una medaglia di bronzo per il fatto d'arme del 16 luglio 1915. Allo scoppio della Grande Guerra era comandante di una batteria bombarde del 30° Reggimento Artiglieria, in seguito prese parte ai combattimenti sul monte San Michele, sul Veliki Kribac e a Dosso Faiti, sul fronte del Carso. Al termine del conflitto il suo petto risulterà fregiato di una Croce di Guerra al Valor Militare, una Medaglia di Bronzo ed una Medaglia d'Argento.

Nel periodo interbellico tornò alla Cavalleria, assegnato presso i comandi dei Cavalleggeri di Firenze e del Reggimento Cavalleggeri di Alessandria, per poi essere incaricato del comando del Reggimento Cavalleggeri Guide dal 1935, ottenendo la promozione a colonnello nel 1936. Negli stessi anni fu anche giudice La grande esperienza maturata in battaglia in numerosi reparti gli valse l'incarico di comandante della Scuola Centrale Truppe Celeri nel 1939, in un periodo di grandi trasformazioni della componente motorizzata e corazzata del Regio Esercito e del generale ripensamento del ruolo della cavalleria montata. Nel 1940 fu promosso Generale di Brigata e resse il Comando Difesa Territoriale di Napoli, ma nell'estate del 1941 fu assegnato alla Divisione Torino in partenza per la Russia, in qualità di comandante della fanteria. La divisione fu in forza allo CSIR nell'avanzata verso oriente, proseguendo lungo il corso del Dnper nell'occupazione dei centri di Dnipropetrovs'k e Ubescis'ce, prese poi parte alla grande manovra di Petrikowka, la prima battaglia importante che vide impegnate le truppe italiane in Russia, attestandosi poi sul fiume Krynka.

Nel successivo mese di dicembre la divisione fu duramente impegnata in territorio ucraino nei dintorni di Chazepetowka, cittadina che verrà difesa dagli italiani ed investita, sin dal 6 dicembre da un violento contrattacco russo. Proprio in questa battaglia il generale De Carolis trovò la morte, abituato ad essere sempre in prima linea tra i propri uomini, il 12 dicembre 1941 mentre era in primissima linea fu colpito mortalmente nel corso di un furioso combattimento, lasciando la vita sul campo.

Alla sua memoria fu conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare con questa motivazione:

"Nobile ed eroica figura di soldato e di comandante, durante cinque mesi di guerra era di costante e luminoso esempio per ardimento e sprezzo del pericolo. Comandante della fanteria di una divisione, durante un’accanita battaglia, durata sette giorni, visse tutte le ore fra i suoi soldati. Alla settima giornata della strenua lotta, mentre, come sempre, in prima linea coi fanti li animava con l’esempio e con l’azione, una raffica di mitragliatrice ne troncava la vita. Suggellava col supremo sacrificio sul campo la sua nobile esistenza tutta dedicata al dovere ed all’ideale della Patria"

Fronte russo, luglio – dicembre 1941