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venerdì 3 maggio 2024

Ad Aversa la storia dell'Aeronautica


In provincia di Caserta, ad Aversa, si sono svolte dal 22 al 24 aprile tre "Giornate Azzurre" con un ciclo di eventi dedicati all'Aeronautica Militare, organizzati dall'Associazione Arma Aeronautica, in collaborazione con il Civico Museo di Storia Militare, per celebrare l'anniversario della costituzione della sezione aversana in occasione del 101° compleanno dell'arma azzurra. Un programma che ha visto coinvolti, oltre agli avieri in congedo, vari reparti dell'aeronautica sul territorio, le istituzioni locali, numerosi istituti scolastici ed enti culturali, con l'obbiettivo di promuovere le attività aeronautiche, il legame tra l'agro aversano e l'aeronautica militare e di mettere in primo piano i giovani, che infatti sono stati protagonisti dell'evento.

I generali Palermo e Schiavone, l'On. Graziano e il curatore de Chiara inaugurano la mostra

Lunedì 22 aprile, con una grande cerimonia in piazza Municipio, si è svolto un solenne alzabandiera con la deposizione di una corona d'alloro in omaggio ai Caduti da parte del generale Giovanni Palermo, presidente regionale dell'Associazione Arma Aeronautica, e del commissario prefettizio del comune di Aversa Gerardina Basilicata, con l'intervento dell'on. Stefano Graziano, membro della commissione Difesa della Camera, oltre a numerose altre autorità civili ed alle rappresentanze di vari reparti militari e delle associazioni d'arma. Nella stessa mattinata è stata inaugurata, all'interno degli spazi espositivi di Palazzo Rebursa, una mostra storica a tema aeronautico curata dal Civico Museo di Storia Militare con il patrocinio del comune di Aversa, intitolata "Aversa e l'Arma Azzurra, cent'anni in volo" che ha ripercorso, con una ricca selezione di oggetti dalle proprie collezioni, il secolo di storia dell'aeronautica italiana ed il contributo del territorio aversano, con cimeli, documenti e fotografie d'epoca, in un suggestivo allestimento, anche multimediale, che ha proiettato il visitatore in un ideale campo di volo, tra volti e storie.  

Sempre a palazzo Rebursa, nel pomeriggio del 23 aprile, è stato presentato il libro "La musica e il volo", della professoressa Enrica Donisi, storica della musica che ha studiato l'evoluzione delle bande militari in seno ai reparti dell'aeronautica. L'autrice ha instaurato un coinvolgente dialogo con il colonnello Paolo Vatiero dell'Accademia Aeronautica, il professore Giuseppe Pezzella, docente dell'Università Vanvitelli, Angelo Cirillo della Pastorale Sociale e Lavoro diocesana e con il curatore del Museo Militare Salvatore de Chiara, che ha visto la partecipazione di un interessato pubblico. 


L'ultimo appuntamento si è svolto nella serata di mercoledì 24 aprile, con una serie di speciali visite guidate all'esposizione storica che si sono svolte dal pomeriggio alla tarda serata a conclusione della mostra.   




sabato 4 marzo 2023

La musica dell'Aeronautica


La ricercatrice e musicologa Enrica Donisi ha dato alle stampe l'opera "La musica e il volo", dedicata al connubio tra il mondo musicale e l'Aeronautica Militare Italiana. Condensate nel testo le accurate indagini archivistiche che hanno consentito di far emergere numerosi documenti inediti sulla musica tra '800 e '900, i nomi di compositori sino ad ora sconosciuti, nonché partiture originali. La Donisi offre uno spaccato interessante sull'ambiente culturale che informa la musica in Italia e nel resto del mondo e che si riverbera nella corrispondenza fra aviatori e musicisti, ricostruendo la genesi e i momenti salienti della banda dell'Aeronautica Militare, il cui nucleo originario risale al 1924 ed all'opera di Giulio Cesare Camussi. 

Il volume rappresenta una tappa ulteriore del filone di ricerca intrapreso dall'autrice già da diversi anni, sulle tracce della lunga tradizione che si dipana dai compositori provenienti dalla scuola di Gaetano Ciandelli nell'800. Articolato in dieci capitoli, dopo una panoramica sulle bande militari e sulla storia della Regia Aeronautica, ripercorre la storia della banda dell'arma azzurra, il contributo di personalità quali Piero Mascagni e Gabriele d'Annunzio, il ruolo delle fanfare, il legame artistico e musicale con l'America latina.

Nell'appendice de "La musica e il volo", edito da Rivista Aeronautica con una prefazione dell'ex ministro della Difesa Guerini, sono riportati vari scritti dei  protagonisti, documenti d'epoca e partiture musicali.          

giovedì 28 marzo 2019

96° anniversario dell'Aeronautica Militare


Il 28 marzo l'Aeronautica Militare Italiana compie 96 anni, era infatti il 28 marzo del 1923 quando un Regio Decreto stabiliva la fusione tra il Servizio Aeronautico dell'Esercito e l'Aeronautica della Regia Marina, creando la Regia Aeronautica ed elevandola a terza forza armata dello Stato. Da allora l'arma azzurra si è distinta in tutti i conflitti ai quali l'Italia ha preso parte, dimostrando, col sacrificio, l'eroismo e l'abnegazione dei suoi uomini, in pace ed in guerra, il suo enorme contributo alla vita nazionale. Alla bandiera di guerra dell'Aeronautica, concessa già il 17 ottobre 1920 all'allora Servizio Aeronautico, sono state attribuite una Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia, quattro Croci di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia, due Medaglie d'Oro al Valor Militare, quattro Medaglie d'Argento al Valor Militare, una Croce di Guerra al Valor Militare, una Medaglia d'Oro al Valore Aeronautico, due Medaglie d'Argento al Valor Civile, una Medaglia d'Oro al Merito Civile, una Medaglia d'Argento al Merito della Croce Rossa Italiana, una Medaglia d'Argento ai Benemeriti della Salute Pubblica, una Medaglia d'Oro al Merito della Sanità Pubblica. 

Da novantasei anni, ad ali spiegate, accanto ai grandi nomi che hanno fatto la storia: dal'asso Francesco Baracca al Maresciallo dell'Aria Italo Balbo, dal Generale Umberto Nobile alla Medaglia d'Oro Giulio Cesare Graziani, fino all'astronauta Samantha Cristoforetti, gli uomini e le donne dell'Aeronautica italiana sono in volo, con il loro orgoglio fatto di passione e di dovere. Auguri anche a tutti loro! 

giovedì 22 novembre 2018

L'eterna woodland


Partecipando recentemente ad una esercitazione gestita dall'Aeronautica Militare ho notato che diversi militari indossavano le uniformi mimetiche in tessuto woodland, mentre la maggioranza dei presenti era equipaggiata con la più recente vegetata. La cosa mi ha sorpreso, anche perchè ero convinto che ormai le vecchie mimetiche NATO-woodland fossero state completamente sostituite dal nuovo schema mimetico policromo vegetato, spingendomi a fare qualche approfondimento. Introdotta negli anni '90 con la denominazione "Roma" (in realtà già adottata nel 1987), la mimetica woodland è stata distribuita dapprima all'Esercito ed, in seguito, all'Aeronautica Militare, mentre la Marina ha sviluppato autonomamente propri schemi e tessuti di mimetismo. L'Aeronautica ha sempre adoperato la medesima tipologia di uniforme CBT dell'EI, pur avendo ricevuto tre diverse forniture che differivano per lievi dettagli, le mimetiche sono state adoperate massicciamente fino al 2004, quando iniziò la loro graduale sostituzione con la nuova tipologia di policroma vegetata, in realtà le forniture di quest'ultima furono riservate innanzitutto ai contingenti destinate all'estero, mentre le woodland restarono a lungo adoperate in Italia. 

In mezzo a tante vegetate spunta un sott'ufficiale ancora con la mimetica "Roma"

L'Aeronautica ha adoperato regolarmente il vecchio schema mimetico sul territorio nazionale fino agli anni 2012-2013, ma ero convinto che dal 2013, con l'introduzione del modello aggiornato di tuta mimetica, assegnato sia all'Esercito che all'Aeronautica Militare, le vegetate avessero completamente sostituito le vecchie mimetiche. Invece, a quanto ho appreso da diversi ufficiali, le CBT woodland sono ancora presenti nei magazzini ed impiegate sia all'interno delle caserme e delle strutture militari, che durante addestramenti e esercitazioni. Una lunga carriera per un tessuto mimetico concepito negli anni '80 ed utilizzato da quasi trent'anni...e chissà per quanto ancora! 

giovedì 13 novembre 2014

L'ultimo volo dell'asso

 
Addio a Luigi Gorrini, Medaglia d'Oro al Valor Militare, ultima leggenda vivente dei piloti da caccia della Seconda Guerra Mondiale. Si è spento l'8 novembre presso l'ospedale di Piacenza.



È morto all’età di 97 anni l’ultimo «asso» dell’Aeronautica. Aderì alla Rsi: «Volevo proteggere le città del Nord Italia dai bombardamenti indiscriminati»

 
Nell’Aeronautica militare italiana era una specie di leggenda: l’ultimo degli «assi» - e a detta di tanti il migliore - del cielo. Luigi Gorrini, questo il suo nome, si è spento a Piacenza, all’età di 97 anni. Durante la Seconda guerra mondiale abbattè 24 aerei, a sua volta fu abbattuto 5 volte, lanciandosi con il paracadute e restando vivo, nonostante gravi ferite, grazie a circostanze che ebbero del miracoloso. Atterrando su stagni e chiome di alberi che attutirono la violenza dell’impatto.
 
«Con Salò perché volevo difendere le città dai bombardamenti»
 
Meglio chiarirlo subito: gli aerei abbattuti erano tutti inglesi e americani, Spitfire, Mustang, Lightning, Fortezze volanti. Perché dopo l’8 settembre Gorrini, senza esitazioni, lasciò la Regia Aeronautica per volare sui caccia della Repubblica Sociale di Salò. Un’adesione spiegata così: «Dopo aver volato per tre anni fianco a fianco con i piloti tedeschi, sulla Manica, in Nord Africa, Grecia, Egitto, Tunisia e - infine - sulla mia patria, avevo fatto amicizia con alcuni di loro... non volevo fare la banderuola, per dire così, e forse sparare sui miei amici tedeschi. Inoltre, volevo proteggere le città del Nord Italia dai bombardamenti indiscriminati, per quanto possibile».

Ufficiale solo dopo la pensione
 
Gorrini entrò in Aeronautica giovanissimo. Pilota sottufficiale. Ufficiale lo diventò soltanto dopo la pensione, nel 1979. Finita la guerra, era rientrato nei ranghi dell’Aeronautica militare nonostante l’opposizione iniziale del comando alleato, che non aveva dimenticato come l’aviatore italiano pareva aver fatto quasi un fatto personale di quei duelli in cielo contro i caccia di Raf e Air Force. Volando con le insegne di Salò, Gorrini abbattè diversi bombardieri in missione nel Nord Italia. «Inventò» una tecnica di attacco che gli valse l’ammirazione della Luftwaffe dalla quale ricevette anche due Croci di guerra. In sostanza, superava la quota di volo dello stormo avversario per poi buttarsi giù in picchiata a tutta velocità, quasi come un kamikaze, individuando il bersaglio che cercava di colpire avendo a disposizione solo una manciata di secondi. Manovra che terrorizzava i mitraglieri avversari ma che per il pilota era rischiosissima, aumentando il rischio collisione con i bombardieri.
 
Alessandro Fulloni tratto da Il Corriere della Sera
 
 
La motivazione della Medaglia d'Oro:
«Audacissimo cacciatore del cielo, già distintosi per l’abbattimento di due aerei avversari, faceva rifulgere ancora le sue eccezionali qualità di combattente indomito, attaccando sempre e dovunque il nemico. In 132 combattimenti aerei col fuoco inesorabile delle sue armi abbatteva numerosi grossi bombardieri e ne colpiva efficacemente un numero ancora maggiore, prima di essere a sua volta abbattuto. Salvatosi col paracadute, ustionato ma non domo, tornava con coraggio inesauribile ad avventarsi contro l’avversario continuando a conseguire brillanti successi con l’abbattimento e il danneggiamento di altri aerei. Ineguagliabile esempio di ardimento e di dedizione alla Patria. » 
Cielo dell’A.S.I. - Egitto - Grecia - Italia, 3 giugno 1941 - 31 agosto 1943.
 
Gorrini era insignito inoltre di due Medaglie di Bronzo al V.M. concesse dalla Repubblica Sociale Italiana, tre Croci al Merito di Guerra e della Croce di Ferro tedesca di I e II Classe. Era Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica. Nato ad Alseno, in provincia di Piacenza, il 12 luglio 1917, dall'11 novembre riposa accanto all'amata moglie Luisa nel cimitero di Castelnuovo Fogliani.
 
Oltre al Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, ha voluto esprimere il suo personale cordoglio alla famiglia anche il Presidente della Repubblica:
 
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la notizia della scomparsa della Medaglia d'Oro al Valor Militare, Luigi Gorrini, ha espresso ai familiari il sentito cordoglio ricordando il valoroso aviatore che ha servito la Patria con onore e spirito di sacrificio.
Il Capo dello Stato ha altresì inviato al Presidente del Gruppo Medaglie d'Oro al Valor Militare, Generale Umberto Rocca, un messaggio nel quale sottolinea la dedizione e il senso del dovere di Luigi Gorrini. Roma, 11 novembre 2014
 
In occasione di una recente visita al 18° Gruppo Caccia, Luigi Gorrini pronunciò queste parole che valgono quale suo testamento spirituale:
 
"Bruciammo la nostra giovinezza ma obbedimmo. I nostri caduti sono testimoni della nostra fede, della nostra passione, del nostro credo. A questo Gruppo, ho dato gli anni verdi della mia giovinezza che allora si viveva in un'altra dimensione. 212 combattimenti, 24 vittorie aeree individuali, 5 lanci con il paracadute. Cose che rifarei per un'Italia migliore".

Cordoglio per la scomparsa dell'Asso della Caccia Gorrini

Secolo d'Italia