Il generale Franco Angioni ha spiccato il suo ultimo volo il 28 ottobre, figura iconica dei paracadutisti italiani che si è distinto in quasi cinquant'anni di carriera militare. All'età di 92 anni si è spento nella sua residenza romana.
Era nato a Civitavecchia nel 1933 e appena sedicenne divenne allievo della scuola militare Nunziatella, frequentò poi l'Accademia Militare ottenendo il grado di Sottotenente nel 1954. Tutta la sua vita militare è stata svolta nei ranghi della brigata paracadutisti "Folgore", ove ricoprì tutti gli incarichi dal comando di plotone al comando di battaglione, in particolare fu comandante del battaglione Sabotatori Paracadutisti, antenato degli incursori del "Col Moschin. Nel 1982, con il grado di Colonnello, era in forza allo Stato Maggiore dell'Esercito quando fu designato quale comandante del contingente italiano della forza internazionale di peacekeeping in Libano. L'intervento degli italiani di ITALCON fu una operazione di grandissimo impatto che contribuì alla pacificazione dell'area, grazie alla attenta opera del comandante Angioni che seppe bilanciare i rapporti con le fazioni in lotta ed aprì le porte dell'ospedale militare italiano a tutti i feriti del conflitto, garantendo contemporaneamente sia il controllo del territorio sia la sicurezza dei militari, scongiurando i sanguinosi attentati che avevano colpito gli altri contingenti. L'azione di comando di Angioni fu determinante per il successo della missione e l'immagine delle forze armate italiane nel mondo, anche perchè la missione ITALCON fu la prima dopo la seconda guerra mondiale a vedere i soldati italiani impegnati all'estero, contribuendo a rinsaldare il legame tra l'esercito e l'opinione pubblica grazie alle visite del presidente Pertini, alla presenza nei resoconti di stampa ed alle festose accoglienze al ritorno in patria.
Dalla fine degli anni '80 fu consigliere militare della presidenza del consiglio e fu promosso Generale di Corpo d'Armata, tenendo, dal 1990, il comando del III Corpo d'Armata di Milano e, nel 1994, il comando del FTASE di Verona, la struttura di vertice delle Forze terrestri NATO del sud Europa. Concluse la carriera militare nel 1996, con l'incarico di Segretario Generale della Difesa. Dal 2001 al 2006 fu deputato della XIV legislatura, sedendo in commissione Difesa e partecipando alla delegazione parlamentare presso l'assemblea NATO. Tra le sue numerose onorificenze spiccano la croce di Grand'Ufficiale dell'Ordine Militare d'Ialia, la gran croce dell'Ordine al Merito della Repubblica, la croce d'argento al Merito dell'Esercito, la Medaglia d'Oro al Merito di Lungo Comando e la Medaglia Mauriziana.